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100'' click 4 Change: la fotografia è sociale

La prima mostra fotografica di Shoot for Change a cura di pianoBI inaugura a Roma il 16 settembre. La fotografia come strumento per documentare situazioni difficili e per segnalare realtà virtuose.

di Enrico Ratto

Professione, spirito d'impresa, professionismo possono affiancare il business quotidiano alla ricerca di stimoli più articolati e non sempre lineari da definire.
Prendiamo Shoot 4 Change (www.shoot4change.net), per esempio. Intorno a questo progetto nato solo due anni fa e ideato da Antonio Amendola, oggi Presidente, si è sviluppata una rete di più di 600 fotografi, giornalisti, fotoreporter professionisti la cui finalità è creare un archivio fotografico che testimoni le realtà più complesse del pianeta. Sono professionisti che guardano oltre il business.
Il 16 settembre 2011, a Roma si inaugura la prima mostra di Shoot 4 Change (100'' click 4 Change, a cura di pianoBI, Palazzo Valentini Sala Egon Von Fürstenberg, fino al 30 settembre 2011).

Secondo Antonio Amendola, Presidente di Shoot for Change "Roma sarà solo la prima tappa di un’esposizione che intende essere itinerante, coinvolgendo altre città in Italia e all’estero, e dando spazio man mano alle opere di tutti i fotografi del network. I 100 scatti proposti rappresentano un primo momento di introduzione alla concezione di fotografia sociale a ‘chilometro zero’ proposta, che ha l’obiettivo di cambiare il mondo con gli scatti di ognuno, senza essere necessariamente fotografi di fama mondiale. Dietro ogni scatto sempre una storia intera, che non sempre è facile dimenticare'.

Quella che segue è una selezione di immagini esposte durante la mostra 100'' Click 4 Change.

alfonso rodriguez shoot for change

Alfons Rodriguez, Srebrenica
Vincitore del prestigioso Premio Nacional de Reportage Social y Solidario 2010
Miglior reportage sociale dell’anno. Il massacro di Srebrenica è stato un genocidio e crimine di guerra, in cui hanno perso la vita migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 a causa delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic nella zona protetta di Srebrenica, che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.

sara minelli shoot for change

Sara Minelli, Nasa people, Colombia
Per più di quarant’anni la Colombia è stata soffocata da una violenza cieca. E’ in questo contesto che la popolazione Nasa ha creato la figura della Guardia Indigena, che protegge la comunità con i suoi diritti e tradizioni. Disarmati, e tra loro anche donne e bambini, i membri della Guardia Indigena hanno ognuno un  bastone decorato da nastri colorati, usato come simbolo identificativo della loro resistenza pacifica alle guerre di cui è vittima il loro paese.

danilo dom calogiuri shoot for change

Danilo Dom Calogiuri Polveri Afghane
In una zona molto difficile dell'Afghanistan al confine con il Turkmenistan, a Bala Murghab, si trova la FOB (Forward Operation Base) Columbus, una base avanzata con 300 soldati afghani, italiani e americani.
E' lontana circa 600 km dalla base comando di Herat: di questi solo 50 sono di strada asfaltata, il resto sono vie sterrate che collegano villaggi e attraversano altissime montagne, un viaggio lungo non meno di tre giorni. Per questo l'unico modo per ricevere cibo e rifornimenti è quello di farseli lanciare con dei paracadute da un aereo. Un'operazione, chiamata Air Drop, non garantita perchè soggetta alle difficili condizioni atmosferiche.

L'immagine icona dell'articolo è di Antonio Amendola.
Antonio Amendola, Those who live among the dead
La Città dei Morti è il cimitero monumentale del Cairo, attualmente abitato da circa 800.000 persone che hanno occupato le cappelle funerarie adibite alla sepoltura dei defunti, rendendole loro abitazioni permanenti. “Vivere in una tomba” rappresenta una condizione di assurdità e tabù per il resto della città cairota, che vede il cimitero come l’estremo e degradato margine della città. Molte aree sono state irrimediabilmente compromesse da sgombri e demolizioni, lasciando campo a nuove e redditizie speculazioni edilizie. Il luogo è stato stigmatizzato dalle autorità come posto pericoloso e con un alto livello di criminalità, per questo inaccessibile ai turisti e spesso anche agli studiosi.


100” click 4 Change
social photography network 2009-2011 a cura di pianoBI
Palazzo Valentini Sala Egon Von Fürstenberg Dal 16 al 30 settembre 2011
Inaugurazione venerdì 16 settembre ore 18.00


 

9-9-2011

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