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Scrivere 2.0: il libro di Luca Lorenzetti
Scrivere, annotare, condividere, pubblicare: un fatto di creatività, talento ma anche di tecnologia. Oggi è diventato semplice portare sempre con sè i propri appunti. Ma come fare? Come non perdere tempo nel rincorrere account e documenti condivisi? Il libro di Luca Lorenzetti è una guida completa. Eccellere ha intervistato l'autore.
di
Enrico Ratto
Parliamo della fase di scrittura: quali sono le regole d'oro per portare sempre con sè le bozze di un testo, di un libro o di una presentazione?
Questo è proprio uno dei punti cardine del mio libro: quello che ho chiamato “Scrivere 2.0” è in realtà l’insieme degli strumenti online utili a chi scrive per passione o per professione, la maggior parte dei quali gratuiti e a disposizione di tutti. Uno degli obiettivi del libro è appunto quello di illustrarli nello specifico, cercando di individuare le caratteristiche e le peculiarità di ciascuno di essi, in modo che il lettore possa scegliere quale strumento utilizzare a seconda delle circostanze.
Portare sempre con sé le bozze e i progetti è uno dei benefici più rilevanti che possiamo ottenere scegliendo applicazioni e servizi di scrittura online. In questo caso, il modo più pratico e efficiente è quello di ricorrere ad un editor di testo web based, come ad esempio Google Documenti o Zoho Writer. Si tratta di applicazioni che ci permettono di scrivere utilizzando un normale browser, perché risiedono su un server remoto. In questo modo, da qualunque parte del mondo mi collego a Internet avrò la possibilità di accedere a questi servizi e dunque di avere sempre sotto mano le mie bozze e i miei lavori.
Trovi interessante poter scrivere e condividere in tempo reale un testo destinato a diventare un libro?
A dire il vero, molti blogger ricorrono già a questa soluzione, e nel libro riporto anche degli esempi. Se gestisco un blog tematico su un argomento specifico e voglio in qualche modo organizzare i miei interventi, i post più significativi, oppure tutti gli articoli legati da un filo conduttore comune, una soluzione può essere quella di raccoglierli insieme e creare un ebook.
In questo caso, visto che si tratta di contenuti già pubblicati online, è poi verosimile che l’ebook in questione venga reso disponibile gratuitamente. L'ebook rappresenta un ottimo modo di valorizzare e dare nuova vita a contenuti che, seppure già pubblicati, possono essere ancora attuali e interessanti. Per raggiungere questo scopo, dobbiamo però essere in grado di organizzare i contenuti, gestirli e giustapporli in modo che il lavoro finale risulti organico, coerente e di facile fruibilità.
Chi volesse iniziare a scrivere un ebook può concentrarsi solo sull'utilizzo delle parole? O anche l'inserimento di contenuti multimediali di approfondimento sta diventando interessante?
Anche se tecnicamente è possibile incorporare elementi multimediali all'interno di un ebook - penso ad esempio a servizi come Calameo, di cui ho parlato anche nel libro, che permette di incorporare filmati Youtube in un file pdf - al momento questa pratica è piuttosto rara. Vedo che chi si indirizza verso la multimedialità al momento preferisce creare una app per iPhone e/o iPad piuttosto che un ebook: è il caso, ad esempio, del libro “La pancia degli italiani” di Beppe Severgnini, di recente uscita, per il quale è stata realizzata una app per iPad che raccoglie articoli, video, link e altri contenuti integrativi al libro.
Dal mio punto di vista, in questo momento l'autore medio - dove per “medio” intendo che non ha particolari competenze di carattere tecnico - può concentrarsi soprattutto sulla qualità dei contenuti testuali, perché il resto deve ancora maturarsi dal punto di vista tecnologico. In questo settore però registriamo continuamente delle evoluzioni, dunque è possibile che le cose cambino anche molto velocemente.
Aumenta la produzione, è più semplice la diffusione, il processo è "disintermediato". Chi "selezionerà" e farà emergere i testi tra l'elevatissima produzione di ebook?
Quello dei meccanismi di emersione di un contenuto online è un argomento di grande attualità e interesse: quali saranno i fattori che permetteranno ai contenuti, e ai relativi autori, di emergere tra gli altri? Da un lato, credo molto nella capacità della Rete di far emergere contenuti di qualità: un contenuto valido in Rete spesso si promuove da solo con il passaparola. Dall’altro, credo che la figura dell’editore continuerà ad essere centrale nel processo di mediazione culturale, anche online, anche se con equilibri e dinamiche molto diverse da quelle attuali.
Vedendo invece la cosa da un punto di vista prettamente tecnico, va detto che è certamente più facile emergere online con contenuti di carattere tecnico-informativo, piuttosto che con fiction e narrativa. Nel primo caso, curando bene gli aspetti relativi a SEO e link popularity si possono raggiungere risultati anche ragguardevoli, ma proprio perché è più facile circoscrivere le chiavi di ricerca relative ad un contenuto specifico. E' chiaro che con la narrativa il discorso del matching tra query di ricerca e posizionamento sui motori, per ovvi motivi, viene a mancare. Da questo punto di vista, secondo me, in futuro avranno un peso sempre più rilevante i social network, così come i contenitori tematici online dedicati a libri e ebook. Questi ultimi, in particolare, saranno sempre più ottimizzati per la ricerca e permetteranno agli ebook di emergere anche grazie a tag specifici, rating e feedback dei lettori. L’esempio che più si avvicina a quello che ho in mente, anche se non del tutto, è Smashwords.
Ovvio poi che se il prodotto è pessimo, non c'è tecnica di visibilità che tenga..
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Scrivere 2.0
Gli strumenti del web 2.0 al servizio di chi scrive
di Luca Lorenzetti
pp. 178
Editore Hoepli
Anno 2010
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11-11-2010

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