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Patrizio Paoletti: lo sviluppo è sapere
Il sapere, e la sua applicazione, sono la fonte dello sviluppo di una società. Se ne parlerà a "21 Minuti. Il sapere dell'Eccellenza", a Milano dal 19 al 21 novembre 09. Eccellere ha intervistato Patrizio Paoletti, chairman dell'evento.
di
Enrico Ratto
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Patrizio Paoletti
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Il 19-20-21 novembre, Patrizio Paoletti, fra i massimi esperti internazionali di comunicazione relazionale, sarà chairman dell’edizione 2009 di “21 Minuti. I saperi dell’eccellenza”. A capo della Fondazione Patrizio Paoletti e impegnato nei temi dello sviluppo umano e della comunicazione, in questa intervista Patrizio Paoletti spiega ad Eccellere che cosa significa sapere, essere eccellenti, essere in grado di creare sviluppo per sé e per la propria economia.
"Il sapere va riconosciuto, acquisito, differenziato, raggruppato e, infine, organizzato". Oggi la velocità e i mutamenti aiutano questo processo? O si rischia di fallire a metà di questo processo?
Non c’è possibilità di eccellenza senza possibilità di sapere. Sapere, non inteso nel senso di essere istruiti, non è la dimensione pedagogica. Il sapere è l’indispensabile capacità di raggiungere ciò che mi occorre. Per questo sapere ed eccellenza sono così strettamente legati e dipendenti.
Ma è realmente possibile “sapere” nella società dell’informazione?
In questa società il “dato” è qualcosa di molto difficile da conoscere, perché viviamo nella dimensione dell’informazione.
L’informazione è una caratteristica della società in movimento. Che cosa significa “muoversi” o “restare fermi” per un’impresa?
Restare fermi è più di una paralisi, è un regredire e svilirsi fino al momento in cui non riesco nemmeno più ad immaginare una ripresa possibile. Soltanto un processo “eccellente” è realmente economico. Un’azione realmente economica non può essere compiuta al buio, senza il sapere, senza porsi in alto sulla scala.
L’uomo-imprenditore deve essere geloso del proprio sapere, della propria eccellenza?
Penso che sapere ed eccellenza, una volta raggiunti, diventino di proprietà comune.
Che cosa è il sistema “RADRO”?
Il sistema “RADRO” è un modello di sviluppo che pone l’accento su due priorità: innanzitutto la corretta sequenza degli step per cui il sapere va riconosciuto, acquisito, differenziato, raggruppato e, infine, organizzato. E, parallelamente, su due passaggi fondamentali, momenti e parole che descrivono la modalità di comportamento. Riconoscere dopo aver acquisito, sviluppare l’abilità di differenziare (non questo, non quello), raggruppare per senso e dimensione i dati e infine organizzare. La sequenza è fondamentale, perché se io, per esempio, differenzio senza aver acquisito, interviene il pregiudizio a determinare la mia organizzazione. Questo è solo un esempio…
I saperi dell'eccellenza: che cosa si propongono queste giornate di incontro?
21 minuti è un nuovo concept, si propone con un nuovo taglio. Ho chiesto infatti ai miei ospiti di non raccontarci dei loro successi, ma di spiegarci le chiavi che hanno permesso di realizzare i loro successi. Dobbiamo capire le cause prima degli effetti, e capire quali sono le cause da importare nei nostri comportamenti. Cercheremo di lanciare provocazioni pratiche per sottolineare ancora di più ciò che è utile apprendere dagli altri.
Eccellenza è un termine che raramente si associa a "sapere", mentre più spesso vive accanto a "capacità”, a qualcosa di più pratico per l’impresa…
Attenzione, perché il sapere che intendiamo noi non è qualcosa di mnemonico, ma è la sua applicazione. Il sapere senza la sua applicazione è soltanto memoria. E l’applicazione del sapere è, correttamente, capacità.
Parliamo della visione del mondo espressa dalla sua Fondazione: futuro, uomo, comunicazione. Sono termini che lei utilizza di frequente. Perchè questi termini? Sono fondamentali per realizzare lo sviluppo? Perchè?
La comunicazione e lo sviluppo sono i massimi temi su cui un uomo deve confrontarsi. A seconda di quanto siamo produttivi, avremo o meno realizzato il nostro sviluppo. Il 28 novembre, subito dopo l’evento di 21 minuti, celebreremo i 10 anni della Fondazione Paoletti, e presenteremo il progetto relativo all’Istituto di neuroscienza per la pedagogia e la didattica. Pedagogia e didattica: perché se non formiamo i nostri figli in maniera adeguata, il nostro mondo non si svilupperà in maniera adeguata
9-11-2009
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