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La gestione dei contenuti: strumento strategico di governance della comunicazione.
Quali sono i paradigmi della comunicazione d'impresa oggi. Oltre i mezzi tradizionali, quali sfide attendono l'impresa, e soprattutto l'imprenditore, quando deve relazionarsi con l'esterno. Una panoramica dettagliata di un nuovo modello di "ponte" tra l'impresa e il mondo.
di
Luca Leonardini
La comunicazione è il ponte che collega l’impresa al mondo circostante per fornire informazioni convincenti sui suoi servizi o prodotti, per suscitare nel potenziale utente o consumatore la fiducia necessaria a motivarne l’acquisto. La comunicazione veicola al mondo esterno il valore intrinseco dell’impresa, diffondendone la cultura e l’immagine: in un contesto come quello attuale, caratterizzato dalla moltiplicazione dei canali di distribuzione dei contenuti, comunicare efficacemente con il mercato è un fattore sempre più strategico ai fini della sopravvivenza nel business.
E’ in questa prospettiva che si pone la sfida per tutte le aziende che vogliono mantenere o incrementare il proprio margine competitivo sulla concorrenza del mercato nazionale o internazionale: allineare la governance della comunicazione alle nuove esigenze dei mercati in continuo sviluppo.
Tale capacità di allineamento alle mutevoli esigenze del mercato è funzione anzitutto di due importanti fattori. Il primo è costituito dall’efficacia dei processi che guidano e dirigono la comunicazione: flessibilità, scalabilità, efficienza e velocità sono requisiti indispensabili per creare e sviluppare vera innovazione di valore. Il secondo aspetto, complementare al primo, è la gestione dei contenuti, ovvero la strategia adottata dalle aziende per ottimizzare l’efficienza nell’uso, riutilizzo, condivisione e distribuzione dei contenuti della comunicazione, sia essa interna o esterna, sia essa gestionale, istituzionale, commerciale o finanziaria.
Naturalmente i contenuti costituiscono gli elementi di base che veicolano il messaggio della comunicazione i quali altro non sono che testi, immagini, audio, video. In ultima analisi, nel mondo digitale i contenuti sono dei semplici “file” da gestire.
E’ importante notare che questo vale per ogni settore di attività, in ogni azienda e in ogni mercato. Ad esempio nell’industria e nei servizi gli elementi che veicolano la comunicazione sono file di testo che descrivono i prodotti e i servizi, file di immagini che li rappresentano, file di loghi e illustrazioni che li distinguono, file audio e file video che illustrano, dimostrano, spiegano. La stessa cosa è valida nell’industria grafica dove testi e immagini che descrivono e illustrano prodotti o servizi, veicolano i contenuti stampati sui prodotti commerciali. Considerando il settore dell’editoria e quindi i libri di ogni tipo e genere, le riviste specializzate, i periodici, la stampa giornalistica, gli elementi di base che veicolano il messaggio della comunicazione-informazione sono ancora una volta testo e immagini.
Inoltre, con l’avvento dei tablet e l’evoluzione dell’HTML 5 e dei CSS, l’esperienza di fruizione dei contenuti da parte del “lettore-utente” si completa e si arricchisce di file video e audio.
Da tutto ciò si evince l’importanza strategica della gestione dei contenuti ai fini dell’efficacia dei processi di ogni tipo di comunicazione in tutti i settori. Purtroppo la scarsa visione strategica di molti imprenditori ha prodotto la situazione critica rappresentata nello schema dal titolo “La comunicazione oggi” il quale illustra come i processi di conversione e di trasformazione necessari alla distribuzione dei contenuti sulla carta e sul web, con il crescente aumento dei canali di distribuzione, abbiano generato e consolidato un livello intermedio di processi divenuto ormai fonte di criticità per diverse aree funzionali dell’azienda.

Per questo modello ormai radicato in numerose realtà esistono delle valide alternative che massimizzano l’efficacia dei processi gestendo i contenuti in un unico “pool” nel quale tutti creano, condividono, modificano e distribuiscono su carta e online, gli elementi che veicolano il messaggio della comunicazione: i “file”. Inoltre l’evoluzione della tecnologia ha consentito l’affermazione e la diffusione di un nuovo ed efficace modello di business per la gestione delle risorse IT: il “cloud computing” che semplifica la vita delle aziende svincolandole dalla gestione dei servizi informatici e delle infrastrutture ad essi collegate, garantendo sicurezza dei dati e continuità del business. Sostanzialmente il “cloud computing” è un insieme di applicazioni software e di infrastrutture hardware distribuito in remoto, sempre disponibile sulla rete: il software viene erogato come servizio e fatturato sulla base del suo effettivo utilizzo (“pay per use”). Ciò comporta per le aziende vantaggi concreti di ordine strategico, tecnologico ed economico. Come si vede gli strumenti, le tecnologie e le soluzioni non mancano.
Quello che invece sembra mancare da parte di molti imprenditori è il coraggio di tornare a “imprendere”. L’auspicio più sincero è che la consapevolezza diffusa di non poter più rinviare le decisioni costituisca un forte stimolo a guardare diversamente la realtà e a cercare nuovi paradigmi utili alla sopravvivenza del business.
14-1-2011

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