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Parlare in pubblico. L'esperienza di Toastmasters International Italia.

Parlare in pubblico è una delle paure più comuni e più sentite. Per questo esiste un'associazione molto antica, fondata nel 1924 negli USA, che insegna il public speaking con un metodo molto particolare. Eccellere ha intervistato Giancarlo Ghiglia, fondatore del Club di Milano di Toastmasters International

di Alberico Moro

Per “parlare in pubblico” non intendiamo “semplicemente” un discorso davanti a centinaia o migliaia di persone ma anche la capacità di comunicare efficacemente davanti a colleghi o amici, durante una riunione o alla cena di Natale. Come fare allora per diventare un grande oratore?
Esistono diverse strade per imparare questa tecnica e nessuna esclude l’altra: leggere un libro (ce ne sono tantissimi – “Come parlare in pubblico e convincere gli altri” - Dale Carnegie che…Sosteneva che il miglior modo per imparare a parlare in pubblico è parlare in pubblico, cioè fare pratica), seguire un rubrica on-line o partecipare ad uno dei molti corsi. 
Ma c'è chi sceglie di iscriversi ad un’associazione dedicata a chi vuole fare pratica di public speaking. Toastmasters International www.toastmasters.org è nata negli Stati Uniti, e la sua data di fondazione risale al 1924. Oggi Toastmasters International ha diversi “club” in tutto il mondo e uno (solo) anche in Italia, a Milano (www.toastmasters.it), attivo da circa 16 anni. Dell’attività del club italiano ne parla ad Eccellere Giancarlo Ghiglia, uno dei fondatori del Club milanese e attuale tesoriere.


Toastmasters è un'associazione molto antica, risale al 1924. Come è arrivata in Italia?
L'associazione esiste nel mondo da quasi 80 anni ed è molto radicata nei paesi di lingua anglosassone. In Italia ci sono stati dei tentativi di fondare alcuni club in altre città, ma sono sempre andati a vuoto. Uno degli ostacoli maggiori è quello di trovare una location dove organizzare gli incontri. Poi in Italia, purtroppo, molte persone ritengono di non aver bisogno di addestramento. A Milano ci incontriamo in un bar vicino al Duomo che ci ospita e in cambio prendiamo una consumazione. Organizziamo due o tre incontri al mese, il secondo e il quarto martedì, oltre ad alcune riunioni extra.

Come si svolgono gli incontri? Chi partecipa?
Gli incontri durano un paio d’ore ed iniziano intorno alle 19. Ci sono diversi ruoli, ed ognuno, a giro, ha un ruolo diverso. La scelta degli argomenti è libera, di solito consigliamo di scegliere un argomento che può interessare il pubblico e non solo qualcosa in cui l’oratore di turno si sente particolarmente preparato. Poi, dal secondo anno, c’è la possibilità di far parte del Comitato Esecutivo e in questo modo s’impara anche la gestione di un club che è paragonabile alla gestione di un’azienda. Le persone che partecipano sono di varia provenienza, dal giovane appena laureato che si affaccia nel mondo del lavoro al manager. Sono persone che, per ragioni diverse, hanno bisogno di saper parlare in pubblico. Quindi è un contesto molto tranquillo e sereno, non siamo qui per giudicare, al massimo solo per valutare, è un ambiente amichevole, se sbagli chi se ne frega. Gli arroganti e i presuntuosi hanno vita breve e, in genere, dopo la prima partecipazione, non tornano più.

Quanto tempo ci vuole per ottenere dei risultati "interessanti"?
I riscontri si hanno nell’ambiente di lavoro e un paio d’anni è il tempo medio che serve per arrivare ad un buon livello. Una volta ci si concentra su una cosa, la volta successiva su un’altra area di miglioramento e pian piano si cresce. Una cosa bella, per me che sono dentro da quando è nato il club di Milano, è vedere altre persone crescere.

Concludiamo con qualche consiglio e con i trucchi del mestiere...
Per ottenere una buona performance in pubblico è molto importante preparare l’intervento, sapere a chi parliamo, le caratteristiche dell’ambiente, della sala e manifestare una certa sicurezza, le persone del pubblico si aspettano questa fiducia in se stesso dell’oratore. In molte occasioni, non siamo soli a parlare, quindi è importante saper gestire il tempo dell’intervento e rispettare lo spazio degli altri oratori. Poi, possibilmente, non parlare di cose negative o, se è necessario, trovare un modo per renderle un’occasione di confronto, dibattito per trovare soluzioni o per trasformarle in esperienze da cui imparare.

30-9-2008


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