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Alex Rovira: il cambiamento si affronta con l'integrità.

Intervenuto al World High Performance Forum (HSM), Alex Rovira, esperto di cambiamento e leadership, spiega ad Eccellere quali sono le ricette per guidare cambiamento. E come il talento e strategia non bastino più: serve attitudine e pensiero.

di Enrico Ratto

Alex Rovira è uno dei massimi esperti al mondo sui temi della leadership e del cambiamento. Il suo libro "Fortunati si diventa" è un bestseller tradotto in 38 lingue, e i suoi studi aiutano molti manager ad affrontare le ragioni che accrescono, forzano o frenano l'attitudine al cambiamento nel mondo del business. In un periodo il manager è competitivo se sa iindividuare le spinte al cambiamento nella complessità globale, ma nel quale la leadership si costruisce anche con obiettivi e vision ben chiari e definiti, Alex Rovira affronta il problema con due sole parole: integrità e fiducia.

Alex Rovira, quando il manager è il momento per "cambiare"?
Il cambiamento può arrivare per convinzione o per obbligo. La maggior parte delle volte il manager è obbligato a cambiare da fattori esterni. L'obbligo comporta una reazione, il convincimento una scelta più consapevole.

Ma quali sono gli indicatori che lanciano il campanello d'allarme in un mondo aziendale che produce costantemente stimoli al cambiamento?
La pressione, l'ambiente e la scarsità. Sono questi gli indicatori che rilevano il momento per cambiare all'interno dell'azienda. E poi la necessità all'adattamento, e di conseguenza la paura. Nel caso in cui il manager cambi per paura, allora si mettono in moto processi inconsapevoli che acquisiscono sempre maggior peso nelle scelte. E questo può essere rischioso per il business.

Quale è il profilo del manager propenso al cambiamento?
Nel caso in cui il cambiamento avviene senza obbligo, è una persona abituata a mettersi in discussione, un introspettivo, una persona però anche aperta al dialogo.

Ma la leadership, nella realtà in azienda, si addice più a persone che si mettono in discussione, introspettivi, o su persone coerenti, che adottano strategie e definiscono vision rigide e precise?

Direi che il leader è una persona integra, prima di ogni altra cosa. E' l'integrità, più che la coerenza o la rigidità, a definire la leadership. E poi una visione condivisa con i colleghi, con la struttura aziendale. Una cosa è la rigidità, un'altra l'integrità e la perseveranza.

E quando, al contrario, un manager deve dire "ok, proseguiamo su questa linea, non è più il momento per cambiare"?

A volte non cambiare è proprio un cambiamento. Se hai ben presente quale è il tuo business, se resisti alle pressioni esterne, allora sei un buon manager anche senza cambiare.

Si cambia per "tecnica" o per passione, per attitudine?

Si dice che un manager venga assunto per il talento e licenziato per la mancanza di attitudine. Io credo che il talento sia un insieme di tecnica, uso del marketing, strategia, propensione al razionale. L'attitudine e l'emozione sono invece il pensiero del vero leader. La leadership incentrata sul talento non è sempre ben riposta, la leadership incentrata sull'attitudine sì.

Oggi un manager è soggetto a milioni di stimoli quotidiani al cambiamento, sia per quanto riguarda sè stesso, sia per quanto riguarda la vita in azienda. Come può riconoscere gli stimoli per cui vale la pena cambiare, e quelli a cui resistere?
Il manager oggi, proprio perchè soggetto a moltissimi input esterni, deve lavorare sulla fiducia nei confronti delle persone. O hai fiducia o non hai fiducia. E la fiducia si costruisce con l'integrità, secondo questo percorso: rispetto, fiducia, impegno, qualità.

Nella realtà italiana i cambiamenti cui è soggetto il management sono principalmente due: dalla gestione famigliare alla manageriale, e il passaggio generazionale. Come ci si prepara?

In Paesi come la Spagna e l'Italia, passati da un'economia industriale locale, ad una economia globale, cambiamenti del genere sono molto frequenti. Ci si prepara con un'unica ricetta: la formazione. Non solo la formazione accademica, ma la crescita continua attraverso workshop, seminari, master, apprendimenti in ogni settore. Il cambiamento non passa solo per la strategia e il marketing, ma attraverso le persone, le uniche in grado di contagiare con la depressione e con l'entusiasmo il loro ambiente, e quindi il loro business.

27-11-2008

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