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Catalizzare l'innovazione con la metodologia del Coaching Creativo

Una metodologia per elaborare idee innovative riguardanti prodotti, processi, problemi e criticità aziendali. Dedicata ai team aziendali che si occupano di ricerca e sviluppo o in genere di processi ad alta intensità di innovazione.

di Massimo Del Monte

Negli ultimi tre anni si è molto parlato della crisi economica che si è abbattuta sul mondo aziendale, aprendo una moltitudine di spazi di discussione e di riflessione per meglio comprendere l’efficacia degli interventi da adottare. Pur avendo sofferto particolarmente, i settori aziendali dedicati ai processi di innovazione vengono considerati come punti di leva particolarmente strategici. Conseguentemente coach e formatori, nel loro interventi, hanno dovuto mostrare una maggiore sensibilità e competenza relativamente al processo creativo dei manager che si occupano di gestire l’innovazione. In tal senso è importante che il coach si abitui a ragionare in termini di progettazione creativa e rivolgersi alle nuove figure emergenti, (anche se non sempre formalmente e “istituzionalmente” consolidate), dei creative leader, o catalizzatori dell’innovazione. L’obiettivo principale dell’intervento di Coaching Creativo con i team aziendali che si occupano di ricerca e sviluppo o in genere di processi ad alta intensità di innovazione, è l’elaborazione sistematica di idee innovative riguardanti prodotti, processi, problemi e criticità aziendali, attraverso l’applicazione di una precisa metodologia che catalizza il riflesso creativo dei partecipanti. Nel corso dell’intervento di coaching-formazione i creative leader non solo lavorano direttamente all’elaborazione delle idee, ma apprendono anche l’uso di procedure e tecniche utili ai successivi processi di innovazione aziendale. L’intervento si snoda attraverso le cinque fasi del processo creativo che caratterizzano questo approccio e che consentono al futuro catalizzatore dell’innovazione di utilizzare pienamente e autonomamente le proprie risorse e la metodologia del Coaching Creativo, per conseguire gli obiettivi aziendali e per intervenire successivamente sulle attività dei collaboratori. I moduli sono suddivisi in modo tale da favorire il conseguimento degli obiettivi intermedi di ogni fase; la flessibilità dell’intervento, comunque, consente di apportare modifiche in relazione alle esigenze specifiche emerse di volta in volta. Tendenzialmente è preferibile lavorare per moduli di due giornate consecutive in un ambiente che consente ai partecipanti di allontanarsi dalle pressioni e dalle richieste lavorative, al fine di utilizzare al meglio le proprie funzioni creative.

LE FASI DELL’INTERVENTO

FASE DELLA RICERCA: la prima fase dell’intervento è dedicata alla creazione di un clima di gruppo che favorisca il successivo lavoro creativo, alla definizione e formulazione degli obiettivi da conseguire e alla mappatura delle informazioni necessarie per la realizzazione dell’idea innovativa.

Il primo passonecessario per un buon esito dell’intervento è lo stabilirsi di quattro condizioni di base:

A) Predisposizione dello stato emotivo e mentale. La ricerca è l’inizio del processo creativo e, se da un lato innesca una serie di funzioni, atteggiamenti mentali, comportamenti finalizzati al conseguimento dell’obiettivo o alla risoluzione di un problema, dall’altro lato necessita di una preparazione, di un “clima” che ne faciliti l’avvio e la prosecuzione. Le esperienze vissute in questa prima parte dell’intervento, dai membri del gruppo creativo, facilitano l’innesco le risorse interiori, del riflesso creativo, aumentando l’energia creativa e l’indispensabile condizione di fiducia in sé sessi, nei colleghi, nelle proprie possibilità future e l’apertura a nuove soluzioni organizzative per sé e/o per il gruppo.

B) Connessione. E’ importante che ogni partecipante riesca a trovare una connessione con se stesso e con gli altri, con le proprie motivazioni ed obiettivi personali di realizzazione all’interno del progetto, poichè senza gratificazione e/o scopi realizzativi non vi è possibilità di successo.

C)Partecipazione. Ogni partecipante è l’attore principale della scena ed è facilitato a stabilire una relazione comunicativa fluida e cooperativa con gli altri membri del gruppo come anche ad assumere la propria parte di responsabilità nel contribuire al successo con la sua presenza e partecipazione attiva e dinamica.

 

D) Perlustrazione. Si effettua un’esplorazione ambientale, alla ricerca degli elementi che, eventualmente, compongono lo “spazio problema” - l’area che intende affrontare – o lo “spazio soluzione”, costituito da ciò che desidera o di cui ha bisogno, i fattori cioè che riguardano il proprio “campo d’esperienza”. La ricerc-azione è una delle tre procedure di questa fase e prevede il coinvolgimento attivo e dinamico del cliente, che sperimenta diversi modi di raccogliere le informazioni, sostenuto dal coach ad affinare i suoi sensi e preparare un atteggiamento mentale di apertura, per cogliere le opportunità che l’ambiente offre. Ricercare attivamente significa anche chiedere e sapere avvalersi del proprio network, della rete di contatti che può contribuire a fornire indicazioni, suggerimenti, materiali, esempi da seguire, esperienze altrui da modellare.

 

Il secondo passo fondamentale consiste nell’aiutare il cliente a formulare in modo preciso i suoi obiettivi ed il suo scopo, utilizzare le risorse di cui dispone e sviluppare quelle di cui necessita per innescare il cambiamento. Il divario tra stato attuale (rappresentato dalla condizione in cui è necessario operare un’innovazione aziendale) e lo stato desiderato (rappresentato dalla realizzazione dell’idea o del prodotto) è costituito da alcuni “Spazi” entro cui operare la trasformazione: lo “Spazio” per la definizione dell’obiettivo e/o del problema, lo “Spazio” dei metodi e delle risorse e lo “Spazio” delle soluzioni.

 

Il terzo passo, collegato al precedente, consente di entrare operativamente nell’azione creativa di ricerca dei dati e delle informazioni riguardanti l’obiettivo dell’intervento. In questa fase di ricerca si procede per mezzo di tre procedure:

  • la mappatura internariguarda la rappresentazione grafica di dati, informazioni, risorse immediatamente disponibili nei partecipanti, che riguardano strettamente l’obiettivo di innovazione. Si tratta di condividere le proprie esperienze, le risorse interne, le conoscenze, i dati acquisiti e appresi in precedenza, ma anche le immagini mentali create, le fantasie, i contenuti dell’immaginario. Si utilizzano strumenti come la mappa mentale e le varie forme di brainstorming che consentono per come sono utilizzati nel Coaching Creativo, di utilizzare sia il pensiero convergente che quello divergente.

  • La mappatura esternariguarda, invece, le informazioni riguardanti l’esterno, cioè le fonti di informazione, le risorse, gli strumenti utili o necessario all’innovazione, contribuiti esterni come ad esempio casi aziendali simili, competitors etc…

  • La ricerc-azioneinvece è la perlustrazione del campo d’esperienza, attraverso l’azione e sotto-obiettivi intermedi tra una sessione e l’altra che permettono di raccogliere nuove informazioni dall’esterno.

 

FASE DELLA DECODIFICA: la seconda fase dell’intervento è mirata all’organizzazione e alla classificazione delle informazioni che sono state mappate in quella precedente. Si procede individuando le priorità, cioè i criteri sui quali fondare l’attività di classificazione delle informazioni. In questa fase si utilizzano procedure e tecniche che facilitano un’ottica specifica di tipo convergente, utilizzando in maggior misura le funzioni cognitive della razionalità e della logica. Fissare i criteri di organizzazione permette di definire i punti di osservazione delle idee mappate attraverso il brainstorming. I risultati attesi di questa fase riguardano i criteri di priorità che servono a classificare i dati relativi al processo innovativo in corso, ad organizzarli per preparare la fase di elaborazione creativa. Ci si avvale di specifiche tecniche che consentono di stabilire una griglia personalizzata di criteri da applicare successivamente ai dati raccolti, al fine di avere a disposizione una mappatura organizzata. In sintesi i criteri riguardano gli aspetti di necessità, di utilità e di soddisfazione.

 

FASE DELL’ELABORAZIONE CREATIVA: con la terza fase dell’intervento si entra nel momento di maggiore espressione creativa, attraverso procedure e tecniche che tendono a massimizzare l’efficacia creativa del gruppo per giungere all’individuazione di più idee o soluzioni, che verranno sottoposte poi a sperimentazione e verifica. In questa fase si opera in direzione dell’arricchimento, della trasformazione, della ristrutturazione, della combinazione delle informazioni e delle risorse sulle quali si è lavorato in precedenza. In sostanza si utilizza un’esplorazione creativa delle idee attraverso la sistematizzazione del caso. Ci si avvale di specifici strumenti dell’approccio creativo multidimensionale che consentono di rimodellare idee, prodotti, processi etc… generando una serie di soluzioni temporanee che verranno poi setacciate sistematicamente fino alla focalizzazione della soluzione innovativa. La valutazione intermedia consente di monitorare l’idea sulla base di alcuni principi che vedono l’essere umano nella sua complessità. Se, infatti, non ci si cala nei panni dell’utente finale del prodotto o del processo, si rischia di rimanere ego-centrati ed innamorarsi della propria idea; d’altra parte se non si prende consapevolezza di ciò che muove dall’interno il flusso di produzione ideativa, si rischia di rimanere troppo distaccati, alienati dall’idea stessa. Dunque, è importante procedere nella valutazione partendo dal contatto con l’area dei bisogni e degli aspetti emozionali, chiedendosi se l’dea sta rispondendo alle sensazioni di chi l’ha prodotta e in prospettiva ai bisogni di coloro che ne devono usufruire; si parte dalle emozioni per evitare che la razionalità o la critica blocchi la spontaneità. Soltanto dopo aver compreso che l’idea appaga l’area emotiva si passa al vaglio dell’area etico-valoriale, in altre parole di fronte all’idea si confronta ciò che si sente e l’eventuale piacevolezza per il cliente con il bagaglio dei valori, di ciò che assume valore. L’esito di questo confronto produce una particolare sensazione di consonanza o dissonanza interna. Se l’idea è in accordo con i principi guida, ne risulterà una percezione interna favorevole, piacevole, in altre parole uno stato emotivo che sta comunicando che non ci sono ostacoli. Dunque si procede con la valutazione degli aspetti più concreti, che riguardano la fattibilità, l’utilità etc… per valutare se l’idea ha un potenziale di realizzazione concreta.

 

FASE DELLA PRODUZIONE: la fase di produzione prevede dei cicli che consentono, sulla base dei criteri di misurazione stabiliti nelle sessioni precedenti, di effettuare sperimentazioni intermedie e operazioni il cui scopo è testare l’idea sulla base dei criteri scelti; ciò comporta eventuali modifiche, aggiustamenti per migliorare il prodotto dell’elaborazione creativa, per poi passare alla progettazione vera e propria e all’ implementazione dell’idea. Sostanzialmente si tratta di sostenere il creative leadernella fase di strutturazione del progetto, anche attraverso l’ausilio di tecniche creative che consentono di prevedere e risolvere eventuali ostacoli, difficoltà, blocchi.

 

FASE DEL FEEDBACK: l’ultima fase del processo creativo è dedicata alle azioni di verifica del progetto e all’eventuale apporto dei cambiamenti necessari. Si adottano strumenti creativi mirati ad analizzare il progetto da vari punti di vista, per non tralasciare aspetti che potrebbero rivelarsi importanti per lo sviluppo dell’azienda. Il momento della verifica diviene una vera e propria ricerca di soluzioni trasformative che reinquadrano punti deboli e minacce per aumentare i punti di forza e le opportunità. Le indicazioni operative che proponiamo in questa fase prendono in considerazione la perlustrazione degli elementi che caratterizzano sia l’idea che il processo di implementazione e la ricerca degli indizi nascosti attraverso la revisione dei risultati (cioè effettuare un analisi dell’idea o del prodotto adottando la prospettiva delle persone o dei fattori che possono incidere sul buon esito). Gli indizi nascosti possono essere cercati seguendo logiche diverse, non tanto cercando la cosa in sé, ma aspetti che possono indicarne la direzione. Infine attraverso il reinquadramento si applicano tecniche creative finalizzate ad una vera e propria ristrutturazione in grado di generare ulteriori soluzioni agli eventuali problemi emersi o riscontrati nel corso dell’intervento.

In sintesi gli obiettivi di questa fase riguardano:

  • l’analisi dello stato del progetto

  • la valutazione degli aspetti interni e degli aspetti esterni dell’oggetto dell’analisi

  • l’individuazione dei punti di forza, dei punti di debolezza, delle opportunità e delle minacce

  • l’ampliamento della mappa della realtà e l’utilizzo della prospettiva multidimensionale

  • lo sviluppo di strategie integrate per massimizzare i punti di forza

  • il rimodellamento creativo e generativo degli aspetti problematici

  • lo sviluppo di nuove risorse attraverso il processo di ristrutturazione

  • l’apprendimento di una metodologia che sviluppa il potenziale creativo

 

 

Bibliografia

Parsi M.R., Del Monte M., Piperno S., “Il coaching creativo. Tecniche per la crescita, l’innovazione, il cambiamento personale e aziendale” Franco Angeli, Milano, marzo 2007

Del Monte M. “Negoziare con l’Analisi Transazionale. La Matrice dell’Ok Corral come strumento per la negoziazione” in Neopsiche, 2007

Del Monte M. “LAnalisi Transazionale nel Decision Making. La Matrice dellOk Corral come strumento per facilitare il Processo Decisionale. “ in Rivista Italiana di Analisi Transazionale e metodologie psicoterapeutiche anno XXVI nuova serie n.16/2007

Del Monte M. Parsi M.R. Piperno S. “I percorsi del Coaching Creativo. Agire per obiettivi, creare soluzioni, realizzare cambiamenti” Franco Angeli settembre 2009

Del Monte M. “Il Coaching Creativo per innovare se stessi e l’azienda” Eccellere - Business Community ottobre 2007 http://www.eccellere.com/Rubriche/Management/coachingcreativo.htm

Del Monte M. “Allenare la mente alle soluzioni trasformative” Complexlab http://www.complexlab.com/Members/delmonte/articoli/allenare-la-mente-alle-soluzioni-trasformative-la-vita-non-e-un-limone-da-spremere

19-7-2011

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