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L’Inner game alla base del coaching moderno

Per molti versi i principi dell’Inner Game, ideato da Timothy Gallwey, hanno preceduto lo sviluppo del coaching, alimentandolo. Ecco una breve descrizione di questo approccio.

di Andrea Falleri

Il coaching ha ormai raggiunto un grado di apprezzamento e diffusione nel mondo corporate tale da essere considerato un approccio in grado di apportare grande valore aggiunto e successo competitivo alle aziende, anche grazie ai risultati tangibili che nel recente passato il coaching ha garantito. Il coach, durante un percorso con il cliente, stimola la consapevolezza profonda nel coachee a tutti i livelli e promuove l’assunzione di responsabilità dello stesso: sono questi infatti i due pilastri fondamentali di questa disciplina moderna.
Il coaching contiene anche il pensiero e la ricerca di Timothy Gallwey e l’approccio dell’Inner Game da lui ideato e per la prima volta presentato al grande pubblico nel 1974. Gallwey, riferendosi al gioco del tennis, era solito affermare: “L’avversario nella nostra mente è molto più forte di quello dall’altra parte della rete”. Emerge evidente un duplice livello di gioco: quello esterno, dove esiste appunto un avversario che si trova al di là della rete e quello interiore, dove l’avversario, molto più ostico, si nasconde nella nostra mente. Ci troveremo sempre di fronte a queste due arene di gioco: in qualsiasi sfida nella nostra vita, sia privata che professionale, dovremo sempre confrontarci con il nostro inner game.
L’esperienza in campo sportivo ci mostra quanto il secondo livello di gioco influenzi il primo. Vi sono giocatori o squadre con enorme talento, doti tecniche e tattiche che, in alcune circostanze, non riescono a mantenere alta la qualità della prestazione e precipitano in una spirale di errori che a volte li porta a perdere anche di fronte ad avversari apparentemente più modesti.


Le dinamiche interne e personali che si trova ad affrontare un atleta o un allenatore sono in buona sostanza molto simili a quelle di un manager o un imprenditore che gestisce un team di persone, che ha obiettivi di performance ben precisi e che ha scadenze fisse con risorse limitate. L’esperienza mostra che ciò che accade nella mente di un manager è quello che succede anche ad un atleta. Vi sono dei “fil rouge” che si ripetono: la paura di sbagliare, il dubbio di non riuscire, la paura di essere giudicati, di non valere a sufficienza, di non meritare ciò che si desidera e via di seguito. Tutte queste emozioni giocano il ruolo di vere e proprie interferenze che possono bloccare il manager-atleta e ne abbassano la performance.
I più grandi campioni dello sport, così come i manager di successo, gestiscono il proprio inner game in modo efficace nel tempo.


La capacità di indirizzare consciamente la propria attenzione è la chiave di una performance eccellente, in quanto alimenta la nostra mente con le informazioni di cui ha bisogno e preclude la strada al manifestarsi di pensieri disfattisti oppure emozioni negative come la paura di sbagliare o di essere giudicati, che portano la persona in uno stato d’animo che limita fortemente l’espressione del suo pieno potenziale.
Nessuno nega che le conoscenze tecniche siano comunque importanti; allo stesso tempo il saper fare qualcosa, ed il suo apprendimento, nascondono un gioco interiore continuo che ne influenza pesantemente il processo ed il risultato finale. Padroneggiare il proprio inner game, dunque, significa apprendere meglio, più velocemente, in modo piacevole e sostenibile. L’inner game, in buona sostanza, insegna a gestire l’apprendimento in modo naturale, ottimizzandolo in tutte le sue fasi. In un mondo sempre più caotico, complesso e carico di stimoli, e quindi di tante interferenze, un ritorno ad un focus attento per rendere i processi fluidi e di grande impatto è essenziale per raggiungere risultati di grande rilievo.

1-12-2011


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Commenti

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Dany | 7-11-2013 12:07
Articvolo molto bello, il mio interesse non va nelle aree descritte in questo articolo (menager e sport) ma in quello dello sviluppo peronale, ma devo dire che non avevo mai letto fino ad ora una descrione dell’inner game così buona. Ora ho capito davvero bene cosa è l’inner game e come si tratta. Grazie ! Dany

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