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World High Performance Forum si costruiscono leadership e lavoro di squadra
Due giorni di interventi sul difficile tema del manager e dell'imprenditore di fronte al cambiamento, al rischio, alla crisi e alla necessità di ottenere fiducia da parte dei propri collaboratori. Eccellere ha partecipato all'evento organizzato da HSM.
di
Fabio Greco
Come reagire all’attuale crisi mondiale? Con una leadership efficace e una efficiente gestione dei talenti e delle risorse umane presente in ciascuna azienda. Puntare sul capitale umano fa la differenza, di questo ne sono convinti, motivandone il perché a un’esclusiva platea di 300 top manager, guru e professionisti in materia, alternatisi sul palco del World High Performance Forum, nella due giorni di confronti sui temi della leadership e del lavoro di squadra. Il forum svoltosi a Milano e organizzato da HSM, multinazionale di executive education, che ha posto come tema portante dell’evento: il ruolo strategico del leader, tanto nel proprio operato quanto nel valorizzare quello della squadra che si trova a guidare.
Al Forum si sono avvicendati speaker del calibro internazionale di Daniel Goleman, lo psicologo che ha portato alla ribalta il concetto di “Intelligenza emotiva”, che per primo ha posto l’attenzione sulla parte emotiva della leadership, sulla limpidezza del proprio mondo emotivo. “È necessario determinare le competenze – spiega Daniel Goleman - che sono più critiche per una efficace prestazione lavorativa o per una particolare posizione lavorativa. Assicurarsi inoltre, che le competenze che si sviluppano siano congruenti con l’organizzazione, la cultura e la strategia globale dell’azienda”.
Il contributo di Sydney Finkelstein, accademico di spicco nell’executive education e autore del bestseller “Why Smart Executives Fail” ha evidenziato le problematiche connesse all’errore strategico, alle errate decisioni dei top manager. L’autore ha spiegato i modi per ridurre la possibilità di errore.“Bisogna creare un ambiente vero – spiega Finkelstein –, dove si crea il dibattito, il confronto, la sfida, dove l’input arriva da tutti e non solo dove viene riferito e riportato al superiore quello che lui vuole”.
Stimata autorità in materia di management e sviluppo della leadership, Noel Tichy, anima la platea a pensare come si può fare per far crescere dei veri leader e incoraggiare la leadership ad ogni livello dell’organizzazione. “L’errore più grave – dichiara Noel Tichy - di un top manager, in quanto leader, è quello innanzitutto di non aver, sostituti, successori, rischiando di compromettere anche il futuro dell’azienda”. La lezione di Noel Tichy si arricchisce di una precisa valutazione e considerazione sul ruolo della formazione. “La formazione – spiega Ticky - è una priorità, sia da subire, partecipando a seminari e corsi, ma soprattutto da fare, dove il leader aziendale forma con lezioni in aula i propri collaboratori, trasmettendo valori, mission e vision aziendale”.
La seconda giornata di Forum è stata aperta da Bill Conaty, leader aziendale, per quarant’anni alla guida delle risorse umane di General Electric, è riconosciuto a livello internazionale come un maestro nella gestione delle risorse umane. “Bisogna creare interazione reciproca – sottolinea Bill Conaty, in occasione del suo intervento – con i propri collaboratori, obiettivo una discussione trasparente, reciproca, a due vie”. Poi aggiunge cosa bisogna avere per essere i leader del futuro: orientamento al cliente interno ed esterno; capacità di trasformare la strategia in azione; immaginazione e coraggio; capacità di motivazione e chiarezza di comunicazione e in ultimo lo sviluppo di una conoscenza di ampio respiro.
“Il leader è una pietra di appoggio sia verso i clienti che per i collaboratori della sua organizzazione”. Questo lo dichiara in apertura della sua lezione Alex Rovira, esperto di consulenza e formazione in strategia aziendale. Autore di “La Buena Suerte (Fortunati si diventa)”, spiega quali sono i fattori che permettono agli uomini di fare differenza, di diventare uomini di successo. Innanzitutto il “coraggio”, la capacità di saper rischiare; poi la “responsabilità”, sia nel saper rispondere ad una avversità, ma anche nel saper mettersi in discussione. Per divenire uomini di successo serve la capacità di “proposito”, ovvero la capacità di impegnarsi affinché un sogno divenga realtà. L’uomo di successo deve essere “umile”, perché “l’orgoglio acceca – sottolinea Rovira- l’umiltà aiuta a vedere”. La “fiducia” che deriva da una cultura dell’impegno indispensabile nel futuro leader, ma per essere uomini di successo servono anche “amore” e “cooperazione”, intesa come combinazione delle persone tra di loro e del loro talento.
L’intervento di chiusura del Forum è stato di Fernando Parrado, con l’occasione è stata racontata l’esperienza che lui e quindici compagni hanno vissuto per due mesi, intrappolati sulle Ande dove era precipitato il loro aereo. In questa situazione estrema, leadership, gioco di squadra e crisi sono gli elementi con i quali ha dovuto imparare a fare i conti. Con l’intervento di Parrado si è posta l’attenzione sul discorso di Crisis Management, riallacciandosi all’attuale situazione di crisi finanziaria ed economica. “Le crisi ci sono sempre – commenta, Fernando Parrado -, ma bisogna pensare che ce ne possono sempre essere di peggiori. In un momento di crisi potete elevarvi al meglio, al massimo del vostro essere. Bisogna convincersi che qualsiasi crisi può essere superata”.
27-11-2008
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