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I contraenti generali italiani: nomi e qualifiche

Nell’articolato mondo delle costruzioni vi è un gruppo di imprese che in proprio o tramite appositi consorzi stabili e cooperativi può proporsi per la realizzazione delle opere appaltate secondo la legge 443/2001. Chi sono?

di Giuseppe Pedeliento

Nell’articolato mondo delle costruzioni vi è un gruppo di imprese che in proprio o tramite appositi consorzi stabili e cooperativi può proporsi per la realizzazione delle opere appaltate secondo la legge 443/2001 (meglio nota come “legge obiettivo”) che, recependo le direttive europee sui contratti pubblici, ha introdotto la figura del "general contractor", ossia di un soggetto che si assume la responsabilità di realizzare “con qualunque mezzo” opere pubbliche strategiche.

All'oggi risultano qualificati presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 42 "contraenti generali": 23 imprese di costruzioni, otto società di ingegneria/impiantistica (che abbinano al core business industriale anche un’anima – peraltro affine – civile) e 11 consorzi stabili. Tra questi c’è chi può proporsi per opere di importo illimitato, conta cioè su una qualifica nella III (più alta) classifica, chi per importi non superiori ai 700 milioni (II) o ai 350 milioni (I). Ecco i general contractors suddivisi per classifica di qualificazione.

La III. In III classifica vi sono 19 realtà: nove imprese di costruzioni, cinque società di ingegneria/impiantistica e cinque consorzi stabili. Tra i costruttori vi sono Impregilo, Astaldi, Condotte, Pizzarotti, Cmc, Salini e Coopsette più il tedesco Max Boegl e l'austriaco/tedesco Strabag (da due anni proprietario di Adanti). Tra le società di ingegneria/impiantistica Saipem e Tecnimont (che hanno entrambe interessi nell'ingegneria civile, ereditati da Snamprogetti la prima, espressi da Maire Engineering la seconda e che pare stiano pensando a un “polo” comune per dar vita a un “campione” delle grandi opere), sono seguite da Technip Italy (branch italiana dell'omonimo gruppo francese), Sirti e Ansaldo Sts (gruppo Finmeccanica). Inoltre altre realtà non qualificate al massimo livello hanno colto l'opportunità di esserlo, tramite consorzi stabili. Eccoli ordinati per cifra d'affari triennale in lavori: Sis guidato dal colosso spagnolo Sacyr y Vallehermoso (con Inc e Sipal), Eureca, formato dalle cooperative Cmb e Unieco (con la controllata Clf), new entry in attesa della qualificazione ministeriale, G-Aktor, guidato dall'impresa greca omonima a cui partecipano Costruzioni e Servizi (guppo Ghirelli) e Mazzitelli, il Ccc (che associa 242 cooperative di costruzioni) e Operae, composto da Baldassini-Tognozzi-Pontello, Satrel e le imprese del gruppo Gilaf: Aster e Cogel (quest'ultima in liquidazione).

La II. Ecco invece i 10 soggetti in II classifica. Tra i costruttori il contraente generale che nel triennio realizza la maggior cifra d'affari in lavori è Cmb che può accedere all'illimitato, sia tramite il consorzio nazionale Ccc che con il “neonato” consorzio stabile Eureca con Unieco (anch'esso in II classifica), che è però preceduta da Ghella e Rizzani de Eccher. Seguono Bonatti, Grandi Lavori Fincosit (gruppo Mazzi) e Todini (di prossima fusione in Salini Costruttori). Oltre alla società di ingegneria/impiantistica Foster Wheeler Italiana vi sono due consorzi stabili: Aci (tutto interno al gruppo Gavio) e Infra, comprendente Dec, Sacaim, Safab e Ciet.

La I. In I qualifica, tra i costruttori svetta Baldassini-Tognozzi-Pontello che può far conto sul consorzio stabile Operae, seguito da Maltauro, Impresa, Cooperativa di Costruzioni e Toto, general contractor per meriti di capitalizzazione come anche Vianini Lavori (gruppo Caltagirone). Tra queste due imprese appare un'ultima cooperativa, Iter. Tra le società di impiantistica possono fregiarsi della I qualifica: Alstom Ferroviaria (filiale dell'omonimo gruppo francese) e Sielte. I consorzi stabili sono: Ergon (nel quale la cooperativa Consorzio Etruria schiera le imprese controllate Inso e Coestra), Samac, pilotato dall'impresa Claudio Salini con la controllata Castelli e comprendente Matarrese e Carena, Uniter, nato su iniziativa di Tecnis e di Bosco, e Busi (comprendente le società di impiantistica Sadelmi, Rc e Citie).

5-11-2009

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