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Aldo Grimaldi: perché credo nelle autostrade del mare.

Proseguono al ritmo di due e mezzo l’anno i vari dei Ferry Cruise commissionati da Grimaldi Holding. Aldo Grimaldi, armatore italiano di lunghissima esperienza, racconta ad Eccellere perché ha creduto nel futuro del mare.

di Enrico Ratto


Il Ferry Boat Audacia

Aldo Grimaldi - decano degli armatori italiani - da oltre 60 anni è l’imprenditore che ha saputo definire prima di altri il futuro dello shipping. La nascita della sua ultima grande operazione può essere datata 1999. In quell’anno Grandi Navi Veloci entra in Borsa per finanziare lo sviluppo della propria flotta. E’ l’unica impresa operante nello shipping in Italia a scegliere di aprire il capitale al pubblico. Poi il delisting, nel 2004 l’OPA di Permira sul 100% del capitale e, con il ricavato, Aldo Grimaldi – questa volta attraverso Grimaldi Holding – decide di investire 500 milioni di Euro nella costruzione di 8 Ferry Cruise. Oggi i Cantieri Apuania di Carrara ne stanno varando uno ogni 5 mesi, e tutti sono noleggiati a società esterne, i primi tre dei quali noleggiati a GNV. Sono navi estremamente competitive, per il rapporto tra stazza, velocità e consumi. Ancora una volta, Aldo Grimaldi ha visto giusto: il futuro delle merci su strada è segnato, troppo costoso e troppo pericoloso. Navi e banchine devono essere potenziate già da oggi perché è da qui che passeranno le merci nei prossimi anni.

Dottor Grimaldi, quando si è iniziato a parlare di “autostrade del mare”?

Il Presidente Ciampi, livornese, è stato il primo a parlare del concetto di “autostrade del mare”. Le autostrade tradizionali, il trasporto su gomma, non è più in grado di assorbire altro traffico merci. Per questo l’unica evoluzione è cercare di trasferire le merci dal trasporto gommato, alle navi.

E’ su questa esigenza che Grimaldi Holding, nel 2005, ha ordinato 8 Ferry Cruise ai Cantieri Apuania di Carrara, investendo 500 milioni di Euro?

Sì, abbiamo ordinato 8 Ferry Cruise con caratteristiche estremamente competitive sul mercato. Maggiore velocità, possibilità di effettuare trasporto merci e passeggeri a seconda dei periodi dell’anno, consumi ridotti, le migliori condizioni di sicurezza. Sono state una scommessa, un rischio imprenditoriale in cui abbiamo creduto fosse il momento per investire.

Investire 500 milioni in un unico progetto è un eccellente modo di saper fare impresa oggi in Italia. Il tessuto politico ed economico italiano remano nella stessa direzione?

Posso risponderle riguardo al nostro caso: La politica sta aiutando moltissimo chi ha progetti inerenti le autostrade del mare, per esempio l’introduzione dell’ecobonus fiscale ai vettori che utilizzino il trasporto via mare. La politica e la società italiana hanno un enorme problema da risolvere, le infrastrutture tradizionali e i 7000 morti che si portano dietro ogni anno, e premiano chi trova altre rotte.

La produzione dei Ferry Cruise è serrata e i piani di crescita molto rapidi…
I Cantieri Apuania di Carrara stanno consegnando due navi e mezzo all’anno, ogni cinque mesi variamo una nuova nave. Il progetto è di costruirne di più grandi, è un argomento che è già allo studio. Attualmente le navi varate hanno una stazza lorda di 26 mila tonnellate, sono lunghe 200 metri e, le prossime ad essere varate, saranno certificate per il trasporto di 1000 passeggeri.

Quali rotte coprono queste navi?

Grimaldi Holding sta noleggiando e noleggerà i Ferry Cruise ad una serie di armatori, tra cui la stessa Grandi Navi Veloci, società di cui è azionista Grimaldi Holding. Le rotte coperte oggi sono la Genova – Barcelona, Livorno – Palermo, Genova – Tunisi. In Italia Grimaldi Holding ha una posizione dominante nel collegamento con l’Africa.

Siete autosufficienti anche in banchina?
Sì, ed è qui che domani dovranno essere fatti investimenti e dovranno essere ottimizzati i tempi. Le navi dovranno restare il meno possibile in porto, il lavoro che ci aspetta è proprio essere più veloci anche in porto.

A proposito di rapidità: che ne pensa di altri settori legati alla logistica? Perché alcuni armatori, come Gianluigi Aponte, stanno investendo nel trasporto aereo?
Quelli di MSC non sono investimenti sul settore merci, ma sul trasporto passeggeri, sono orientati al mercato crocieristico: l’obiettivo è quello di prendere in carico il turista nel centro Europa e portarlo in crociera nel Mediterraneo, tutto questo con un’unica compagnia che gestisca navi, aeroporti, aerei. Per noi e per il trasporto merci l’aereo non è un avversario, mentre se guardiamo al trasporto passeggeri può essere un complemento.

5-11-2008

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